Approfondimenti teorici

TERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE
La psicoterapia cognitivo comportamentale (TCC) è attualmente l’approccio terapeutico con maggiori evidenze scientifiche sul panorama nazionale e internazionale.
Si basa sull’assunto che esista una complessa relazione tra emozioni, pensieri e comportamenti, tale per cui i disturbi emotivi siano il risultato di credenze disfunzionali, provocando la sofferenza della persona che non riesce a modificare a casa dei meccanismi di mantenimento. La TCC ha l’obiettivo di aiutare le persone a individuare i pensieri e gli schemi disfunzionali di interpretazione della realtà per modificarli con pensieri funzionali.
Combina due forme di terapia:
-la comportamentale, che mira a modificare la relazione tra la esitazione difficili e le abituali reazioni emotive e comportamentali della persona attraverso l’acquisizione di nuove modalità di risposta.
-la cognitiva, si focalizza sull’individuazione di pensieri disfunzionali, che provocano le emozioni negativa, e a correggerli arricchendoli con credenze funzionali per l’individuo.
La TCC è scientificamente fondata, orientata allo scopo infatti si lavora insieme al paziente per stabilire gli obiettivi e concordando un piano di trattamento adatto alle sue esigenze. Inoltre, è a breve termina, ogniqualvolta sia possibile.

EMDR
L’Eye Movement Desensitization and Reprocessing è un metodo psicoterapico strutturato messo a punto per facilitare il trattamento di svariate psicopatologie e problemi legati sia ad eventi traumatici, ma anche a esperienze più comuni ma emotivamente stressanti.
E’ un approccio standardizzato e interattivo, scientificamente comprovato e documentato in centinaia di pubblicazioni che ne riportano per la sua efficacia nel trattamento di svariate psicopatologie quali la depressione, l’ansia, le fobie, il lutto acuto, i sintomi somatici e le dipendenze.
La terapia EMDR si basa sul modello teorico AIP (Adaptive Information Processing) che ha come obiettivo l’affrontare i ricordi non elaborati che danno origine a molte disfunzioni.
La parola trauma deriva dal greco e che vuol dire ferita. Il trauma psicologico, quindi, può essere definito come una “ferita dell’anima”, come qualcosa che rompe il consueto modo di vivere e vedere il mondo e che ha un impatto negativo sulla persona che lo vive.
Esistono i “piccoli traumi” o “t”, ovvero quelle esperienze disturbanti dal punto di vista soggettivo, caratterizzate da una percezione di pericolo non particolarmente intesa. Di questa categoria fanno parte ad esempio eventi come un’umiliazione subita o delle interazioni brusche con delle persone significative durante l’infanzia.
Poi, esistono i traumi T, tutti quegli eventi che portano o possono portare alla morte o che comunque minacciano l’integrità fisica propria o delle persone a cui si vuole bene. Ad esempio, traumi T sono eventi di grande portata, come disastri naturali, abusi, incidenti etc.
E’ stato dimostrato che le persone reagiscono ad entrambe queste tipologie di traumi, dal punto di vista emotivo, mostrando gli stessi sintomi.

TERAPIA SENSOMOTORIA

La Psicoterapia Sensomotoria (Sensorimotor Psychotherapy SP) è una modalità terapeutica per i traumi e i problemi di attaccamento. Per la SP il corpo è fonte integrale di informazioni che può guidare verso il risveglio di risorse affinché si possa accedere ed elaborare esperienze sfidanti e traumatiche legate anche allo sviluppo. La SP è un approccio olistico alla base del quale ci sono l’elaborazione e l’integrazione somatica, emotiva e cognitiva.

La SP consente di scoprire e modificare i modelli fisici e psicologici abituali che impediscono il funzionamento e il benessere ottimali. L’SP è utile nel lavorare con l’attivazione disregolata e altri effetti del trauma, nonché con i sistemi di credenze limitanti dei problemi dello sviluppo

SP aiuta i clienti a coltivare i propri punti di forza, fornendo allo stesso tempo sfide sufficienti per stimolare la crescita, il cambiamento duraturo e il benessere.

I principi della SP sono

  • organicità: si riferisce alla saggezza interna di tutti i sistemi viventi. Questo implica che il terapeuta non   “guarisce” il cliente; piuttosto il potere curativo e l’intelligenza sono interiori e ogni persona ha il proprio percorso di crescita unico, misterioso ed emergente. Il percorso di terapia è incentrato a far emergere le risorse curative interiori della persona.
  • unità: esistiamo all’interno di un sistema organico complesso di parti interdipendenti. Siamo tutti interconnessi e che abbiamo differenze individuali e di gruppo.
  • olismo mente/corpo/spirito: come terapeuta SP tengo a mente l’intera persona e considero mente, corpo e spirito nel contesto e nella relazione, piuttosto che lavorare con questi elementi come fossero separati.
  • non violenza: il lavoro della SP non è forzato. L’assunto di base è che le persone non abbiano bisogno di essere “aggiustate” o cambiate. Non c’è critica, giudizio o patologizzazione della persona, si promuove la curiosità  e la fiducia nell’emergere seguendo l’organicità naturale per promuovere il cambiamento.
  • mindfulness/presenza: viene incoraggiata la consapevolezza dell’esperienza interna del momento presente, sia del terapeuta che dei clienti, nonché la presa di coscienza dell’impatto che abbiamo sugli altri, e gli altri su di noi. Viene sviluppata una  profonda risonanza con i i clienti, coltivando uno stato di presenza che sia favorevole all’intuizione e all’ispirazione.
  • alchimia relazionale: l’SP riconosce la natura unica di ogni relazione, che genera qualcosa di più grande delle sue parti. Onora la connessione profonda e autentica della relazione così come le sfide interpersonali che altro non sono che vie di crescita personale (e relazionale), accettando l’imperfezione della condizione umana.

 

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